Biodiversamente

La biodiversità, ovvero la varietà di forme viventi ed ambienti esistenti sul pianeta, ha subito negli ultimi decenni una drastica riduzione a causa dell’attività umana. Ad esempio, solo nell’ultimo secolo i tre quarti delle colture alimentari si sono estinte (Fonte Dati FAO – Trattato Internazionale FAO sulle risorse fitogene per l’alimentazione e l’agricoltura).

Tale perdita Biodiversamentedi biodiversità è ascrivibile principalmente all’intensificazione e all’industrializzazione dell’agricoltura moderna, alla frammentazione degli habitat, all’urbanizzazione del paesaggio, all’alterazione dei cicli idrici, ai cambiamenti climatici e all’eutrofizzazione degli ecosistemi. Il declino di biodiversità cui si sta assistendo a livello globale si traduce in un impoverimento della base genetica a disposizione, un calo della variabilità entro le popolazioni allevate e un malfunzionamento dei servizi eco-sistemici con gravi effetti sul benessere delle popolazioni. E’ stato stimato che circa il 50% delle specie presenti in Europa è legato agli habitat agricoli. La biodiversità, infatti, dipende fortemente dal tipo di uso del suolo, e l’agricoltura fra le attività umane occupa la quota più consistente di territorio, assumendo un ruolo fondamentale nella conservazione della biodiversità, con effetti sia positivi che negativi.Quelli positivi sono legati, ad esempio, alla creazione e al mantenimento di particolari habitat o alla tutela di specie/razze di interesse per la conservazione; quelli negativo sono, invece, legati ai processi di intensificazione e specializzazione che causano la perdita e frammentazione di habitat e di ricchezza genetica. Lo sviluppo che le politiche per la difesa dell’ambiente hanno avuto negli ultimi decenni, ha portato ad un tentativo di  regolamentazione di tutti i settori socioeconomici, con l’obiettivo di preservare il valore delle risorse naturali, intese come bene pubblico e patrimonio comune della collettività. Tali politiche hanno portato ad una coscienza dell’importanza  dello  sviluppo di una serie di attività che devono essere dedicate alla salvaguardia del territorio e dell’ambiente in cui viviamo. Il settore ambiente e territorio rappresenta per l’intero territorio rurale, ma soprattutto per il territorio della montagna, un’opportunità di sviluppo molto interessante. Infatti In Italia e nelle aree di montagna soprattutto, permangono alcuni ostacoli, che hanno sinora frenato un adeguato sviluppo di questo settore.

Vivere e lavorare in ambito montano-rurale presuppone l’essere consapevoli di trovarsi a stretto contatto con un ambiente che avremo il compito consegnare intatto alle future generazioni. Rendersi conto o sentirsi dire di aver irreparabilmente danneggiato quello che la natura ha costruito in milioni di anni sarebbe un'irrimediabile sconfitta. L'uomo crea, trasforma, rimodella l’ambiente agricolo. Per esempio, in natura non potrà mai esistere un vigneto o un campo coltivato; solo l’uomo ne crea, forzando l’ambiente a doversi adattare a un metodo di produzione agricolo.

Si tratterà di far capire bene fino a dove gli effetti delle nostre azioni sono reversibili sull’ambiente e cercare quindi di operare solo in modo che l’azione dell’uomo causi un disturbo (o, nella peggiore delle ipotesi, un danno) non permanente: ad esempio, tolto un vigneto, se lo si è gestito con coscienza e scrupolo, quel terreno può tornare integro e ri-naturalizzarsi senza alcun problema, mentre una volta costruito un capannone o un centro commerciale, quel terreno è perso irrimediabilmente ed non sarà più una risorsa disponibile.

Quanti abitano la montagna devono considerare di vivere in un territorio dove la storica presenza dell’uomo ha dato origine a una cultura e una tradizione che faceva dell’equilibrio uomo natura il suo pilastro fondante. Alcuni fenomeni (progressivo spopolamento delle aree montane, con il relativo calo di risorse umane, pratiche agricole e soprattutto edilizie spregiudicate in una logica di sfruttamento del territorio montano, ecc.) hanno causato la rottura di questo equilibrio.

È fondamentale che le giovani generazioni, in particolare quanti hanno intrapreso percorsi di studio che li porteranno a diventare operatori diretti del territorio e dell’agricoltura di montagna, imparino a conoscere e rispettare la montagna e il suo ecosistema: operando, da un lato, per evitare che scompaiano irreparabilmente molte specie viventi ormai sull’orlo dell’estinzione, e dall'altro perché sempre più si diffonda la consapevolezza dell'importanza di vivere in equilibrio con un ambiente che può essere preservato anche raccogliendo da esso ciò che è necessario per vivere.

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